Nel 2026 il bonus mobili permette alle persone fisiche soggette a IRPEF di detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi destinati ad arredare un’abitazione residenziale oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio agevolati al 50% (bonus ristrutturazioni), con un tetto di spesa pari a 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare: in concreto, per ogni immobile ristrutturato la detrazione massima è di 2.500 euro, da ripartire obbligatoriamente in dieci rate annuali di pari importo, senza possibilità di cessione del credito o sconto in fattura. Il beneficio spetta solo se il contribuente è anche titolare della detrazione per ristrutturazione sullo stesso immobile (proprietario, nudo proprietario, usufruttuario, inquilino, comodatario, ecc.), risulta intestatario delle fatture e dei pagamenti e acquista beni ammessi – mobili come letti, armadi, tavoli, sedie, divani, materassi, librerie, apparecchi di illuminazione e grandi elettrodomestici come frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, forni, piani cottura, condizionatori – che rispettino le classi minime di efficienza energetica previste; nel tetto rientrano anche le spese di trasporto e montaggio, mentre porte, pavimenti, tende e altri complementi non espressamente indicati restano esclusi.

La condizione centrale per il 2026 è che i lavori di ristrutturazione cui il bonus si collega siano iniziati nel 2025 o nel 2026, rientrino tra quelli agevolati come manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi con stato di emergenza, e risultino iniziati prima del pagamento dei mobili o degli elettrodomestici, provato tramite titoli abilitativi o, per i lavori minori, con dichiarazione sostitutiva; non è quindi possibile agganciare il bonus mobili 2026 a lavori avviati prima del 2025, anche se ancora in corso. Gli acquisti, anche presso fornitori esteri, devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2026 con strumenti tracciabili (bonifico ordinario, carte di credito/debito, finanziamento a rate con pagamento tracciabile al fornitore), conservando fatture o scontrini “parlanti” che indichino natura, qualità e quantità dei beni; per i grandi elettrodomestici è prevista una comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dal pagamento che, secondo l’Agenzia delle Entrate, se omessa non fa decadere dal diritto alla detrazione, ma è comunque consigliabile inviare, mentre l’utilizzo del bonus avviene solo come detrazione diretta in dichiarazione dei redditi, in un quadro specifico collegato alle spese di ristrutturazione sul medesimo immobile.

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